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1989
Ad un convegno del Centro Studi Cinematografi su Ridley Scott, durante l’analisi sull’influenza pubblicitaria nel film Blade Runner, nasce l’idea di creare un archivio che raccolga tutti gli avvistamenti di marche nelle produzioni cinematografiche e televisive: il BMDB (BrandMovieDataBase).
1996
Dopo anni di indagine, la ricerca viene portata in ambito universitario dove, in collaborazione con l’ISTEI (Istituto di Economia di Impresa dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca), ha inizio uno studio approfondito del product placement come strumento di comunicazione aziendale.
1997
Gerardo Corti, Mario Scola, Massimo Villa, Stefano Barbacini, Tania Frigerio, Carlo Panzeri e Ruben Ratti fondano l’Associazione per il Product Placement che si propone, fra le altre cose, di far conoscere questo strumento di comunicazione e che fin da subito si auspica la liberalizzazione dello stesso in Italia.
Vedi tutta
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L'Associazione per il product placement analizza, studia e segue l'evolversi del product placement e di tutti gli strumenti di comunicazione aziendale (precedenti o derivati ad esso collegati)
Oltre che il product placement nel cinema, gli altri canali presenti nei nostri studi sono Fiction, Reality, Telefilm, Letteratura, Editoria, Fumetti, Arte, Pubblicità, Teatro, Fotografia, Videogiochi, Moda, Videoclip, Festival, Concerti e, soprattutto tutte le nuove tendenze e sviluppi dovuti allo sviluppo della tecnologia, partendo da internet.
In collaborazione con Dy's Group segue ogni fase delle operazioni per un corretto utilizzo del product placement, come si può vedere in Dy's WIKI.
Da anni segue il BMDB - Brand Movie Data Base ed ha elaborato il coefficiente Dy's Qualitativo e il coefficiente Dy's Quantitavo che valutano la qualità, il valore e il ritorno economico delle operazioni di product placement.
Vedi Dy's Coefficient WIKI
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